Caso Astrazeneca, risponde Toti. Camilla è morta. Giovanni Toti, da presidente della Regione Liguria che ha aperto la vaccinazione con AstraZeneca ai diciottenni come lei, come si è sentito? «Ho provato un dolore immenso. E financo scontato dirlo. Muoiono tanti giovani, per incidenti o altro, ma veder morire una ragazza per una campagna medica fatta per salvarle la vita è più drammatico. Però…». Però? «Non sappiamo nemmeno se il vaccino è stato il motivo o una concausa, non c’è stata neanche l’autopsia. Ne aspetterei almeno gli esiti prima di aprire una caccia alle streghe». Streghe? «Le Regioni erano state autorizzate ad aprire Open day o linee di prenotazione per somministrare AstraZeneca. C’è una lettera del generale Figliuolo che, su indicazione del CTS, dà il nulla osta». Alcune Regioni hanno scelto un principio di cautela e non l’hanno fatto. «Ma se giochiamo a non fidarci la situazione diventa complessa». Non c’è stata troppa leggerezza nel dare il via a queste vaccinazioni-evento? «Io non ho fatto Covid day con assalti ai palazzi dello sport, come pure si è visto. Ho aperto linee di prenotazione che hanno dato accesso ai vaccini con medici che facevano l’anamnesi. Per questo non mi piace ora lo scaricabarile». Con chi ce l’ha? «Beh, non sono stato io, e nemmeno il generale Figliuolo, a decidere l’uso di quel tipo di vaccino. Anzi ho provato anche imbarazzo». Imbarazzo per cosa? «Prima abbiamo avuto indicazioni per farlo a tutti. Poi tra 18 e i 55 anni, poi fino a 65 vulnerabili inclusi, poi sopra i 65 anni esclusi vulnerabili, poi lo abbiamo sospeso, poi sopra i 60, poi dai 18 in su. Insomma qualcuno si dovrebbe assumere la responsabilità». Chi? «Tanti sapevano sin dall’inizio che questo sarebbe potuto accadere». La morte di una ragazza? «No, ma le indicazioni dell’Ema e dell’Alfa erano che si sarebbero potuti verificare effetti avversi: tra ogni 100 mila e i ogni 50 mila casi. Non era ignoto alla scienza. Ma tutti i farmaci hanno effetti avversi. Basta guardare i bugiardini». Qui di bugiardini ce ne sono stati diversi? «Qualcuno ha valutato i benefici. Del resto se non ci sono più centinaia di morti si deve alla campagna di vaccinazione. E l’uso massiccio di AstraZeneca, che era il vaccino europeo, quello acquistato all’inizio in quantità più consistenti, ha salvato molte vite. Ma non dovevamo arrivare a questo per avere chiarezza». Ora si prevede il vaccino a Rna per la seconda dose di AstraZeneca. Come vi regolerete? «Come da linea guida. Facendo una somministrazione di tipo misto». E su Johnson e Johnson, che usa lo stesso meccanismo di AstraZeneca, che farete? «Noi aspettiamo un chiarimento su tutto. Da Roma si esprimano senza ambiguità. Ritengono di fare a meno di AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, ed eventualmente di JeJ, rallentando le vaccinazioni perché è troppo rischioso? Oppure no? Lo dicano. E se ne assumano la responsabilità. Perché la vaccinazione su base volontaria di AstraZeneca non è stata un’idea di qualche Stranamore delle Regioni. Ma un’indicazione arrivata dai massimi organi scientifici». Non sarebbe più sicuro che a vaccinare fossero i medici di base che conoscono patologie e medicinali presi dai pazienti? «E vero. Ma la campagna vaccinale ha richiesto molti milioni di vaccini in pochi giorni. Altrimenti saremmo ancora a contare centinaia di morti».

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«Le fibrillazioni sono normali, ma il centrodestra è unito e Coraggio Italia è saldamente in questa metà campo». Il presidente della Liguria, Giovanni Toti, è uscito da poco dal vertice romano con gli alleati di coalizione. Dopo giorni di fibrillazioni dovute alla nascita del suo nuovo partito, Coraggio Italia, getta acqua sul fuoco. Ma rivendica...

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